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un approccio scientifico 
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Laboratorio di diagnostica veterinaria - foto dalla rete


Egregio Sig. Chieppa,

sono da poco abbonato alla rivista "Uccelli", che ho scoperto navigando in Internet e leggendo le sue risposte alle lettere dei lettori. Considerata la notevole chiarezza e competenza dei pareri che esprime attraverso la sua rubrica, mi permetto di chiederle anche io un consiglio, per un problema piuttosto serio che si è presentato nel mio piccolo allevamento (appena 10 canarine in riproduzione).

Premetto che allevo all'aperto (il posto è comunque protetto) ed attualmente ho 7 femmine in riproduzione (3 femmine per motivi vari non hanno ancora deposto). 5 delle femmine che hanno deposto, hanno perso tutti i pulcini, in particolare:

- una femmina ha perso i nidiacei a 4 giorni di vita;

- le altre femmine (4) hanno perso i nidiacei tra 3 e 4 settimane di vita.

- La sesta canarina ha ora due pulcini di quattro settimane. Ma la cosa che volevo riferirle è che questi nidiacei vivi, come gli altri periti, sembrano come se avessero smesso di crescere a 2 settimane di vita, o meglio, il corpo è cresciuto, hanno buon appetito e gozzo ricolmo di alimento, i più grandicelli si sono involati, ma tutti non hanno sviluppato un piumaggio regolare, piume e penne sono rimaste allo stadio di un pulcino di circa due settimane.

- Una sola riproduttrice (la settima) ha pucini di quasi un mese, in buona forma. Uno dei pulcini di quest'ultima femmina, messo sotto altra femmina (una delle canarine che hanno perso i nidiacei propri), è regolarmente cresciuto come i suoi fratelli rimasti con la madre naturale.

Altra cosa che ho notato è che le feci dei pulcini periti erano molto liquide, e poi le riferisco pure che su 32 uova deposte dalle canarine, 9 erano chiare e in 4 gli embrioni sono morti in uno stadio di sviluppo molto avanzato.

Considerati i fatti esposti ed avendo anche letto l'articolo sulle patologie aviarie (Italia Ornitologica - n°3 1995) il sospetto è che nel mio caso possa trattarsi di una forma di proventricolite. Purtroppo non ho la possibilità di sottoporre il caso ad un medico veterinario specialista, perchè nella mia zona non ne conosco e non credo esistano.

Attualmente ho sospeso le cove, ma vorrei fare una seconda covata (ho solo 4 piccoli sani). Le chiedo cortesemente come comportarmi, sia per i pucini malandati che sui riproduttori prima di riavviarli ad una seconda covata. L'articolo menzionato di "Italia Ornitologica" non suggerisce la terapia per i riproduttori circa la proventricolite da funghi.

Chiedo scusa per il tempo che le ho rubato e la ringrazio per i consigli che mi potrà dare. Ancora un'utima cosa: ho letto il suo articolo su "Alcedo - Ornitologia e Natura" circa i (nostri) canarini pastello ali grigie e mi complimento con lei per l'ottimo pezzo, corredato da eloquenti fotografie di splendidi soggetti del suo allevamento. Ancora cordiali saluti.

Lettera Firmata

Risposta

Gentile Sig. Angelo,

anzitutto la ringrazio per le cortesi espressioni e mi rallegro di saperla estimatore delle pregevoli peculiarità estetiche del Canarino di Colore Nero Pastello Ali Grigie, una vera perla tra le tante meraviglie che ci offre la canaricoltura di colore.

Veniamo alla sua lettera. Io le confesso che non sarei tanto sicuro, per quanto mi espone, trattarsi di proventricolite fungina. Non si può escludere a priori per il suo allevamento la patologia che sospetta, ma non andrebbero trascurate ulteriori ipotesi nosologiche di varia natura microbica.

Pediatria aviare: dall'embrione allo svezzamento - 1^ parte

Pediatria aviare: dall'embrione allo svezzamento - 2^ parte

La mortalità embrionale che ha rilevato (4 uova su 32 e quindi non eccessiva), potrebbe essere correlata alla patologia che imperversa nel suo allevamento e che andrebbe indagata con approccio e metodo scientifico, facendo eseguire un esame delle feci di pulcini e riproduttori, delle uova embrionate/fetate non schiuse, consegnate intere al laboratorio di analisi, ed ovviamente di eventuli pulcini deceduti che fossero in suo possesso. Questa è l'unica via certa da seguire, suscettibile di sviscerare e risolvere il suo problema.

Tirare ad "indovinare", non serve ed ha spesso come unica conseguenza quella di sviare ed allontanare la risoluzione del problema!

Mi scrive di non conoscere in zona medici veterinari esperti di uccelli, ma per eseguire le analisi del caso, basta indirizzarsi ad una sezione provinciale di un Istituto Zooprofilattico Sperimentale, o presso la sezione di Patologia Aviare della facoltà di medicina veterinaria a lei territorialmente più vicina.

Gli Istituti Zooprofilattici chiedono in genere per gli esami, una indicazione scritta da parte di un medico veterinario, in tal caso può chiedere aiuto al servizio veterinario della sua ASL, o anche ad un veterinario non necessariamente specialista in patologia aviare ed in animali non convezionali.

Qualora gli esami di laboratorio fornissero esito positivo per patologie batteriche, le verrà consegnato un antibiogramma con una lista di farmaci chemioterapici da utilizzare per contrastare i patogeni, ed ovviamente in quel caso sarà necessario per la ricettazione e la posologia della terapia, indirizzarsi ad un medico veterinario.

Di più non è possibile ed utile suggerirle altro, senza il rischio concreto di darle dei consigli controproducenti. Le diagnosi inerenti le patologie che emergono in allevamento devono essere il più possibile mirate e supportate da metodo scientifico. Solo così è possibile risolvere radicalmente i problemi che ci pongono i nostri aviari amatoriale e che, stia pur certo, prima o poi ci investono tutti.

Cordialità.

Francesco Chieppa

Estratto da "Uccelli" - Luglio-Agosto 2005

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_________________
Riproponiamo i quesiti tecnici postati dai lettori di "Uccelli" negli anni 2003-2006 ed evasi dall'allora collaboratore Francesco Chieppa. Chiunque volesse potrà postare di seguito sul tema del quesito.


10/07/2022, 17:48
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